La filosofia del blog

Diceva Umberto Eco che “un lettore vive mille vite e non una soltanto”. La lettura che ci consente di viaggiare con la fantasia, conoscere altre realtà, mettersi nei panni di personaggi che non avremmo mai incontrato, anche in epoche molto lontane dalla nostra, confrontarsi con punti di vista diversi.

Anche la scrittura è un’inestimabile risorsa che ci accompagna per tutta la vita e che ci offre infiniti percorsi di esplorazione della realtà. In più l’atto dello scrivere ha il benefico effetto di far sentire protagonisti della nostra vita, anche di episodi che sono soltanto frutto della nostra immaginazione. Ritrovarsi con se stessi come autori sul palcoscenico della propria, o dell’altrui esistenza cui si partecipa non più soltanto come attori, aiuta a mettere insieme i pezzi che non sono stati soltanto recitati, ma realmente vissuti.

Di questo tratterà il blog. Del piacere di raccontare storie. Degli strumenti e della tecniche della struttura della narrazione. Di libri, autori, eventi letterari. E naturalmente di storie che hanno colpito la nostra attenzione.

IL PIACERE DI RACCONTARE
Vorrei aggiungere qualcosa di più personale sul piacere di raccontare.

Sono un’inguaribile lettrice. Quante volte sono stata grata a un autore perché con il suo racconto mi ha consentito di mettere a fuoco pensieri ed emozioni, identificandomi con i suoi personaggi? Quante volte ho riso e pianto, immergendomi nelle sue righe?

Di fronte a casa mia c’è un viale alberato attraversato ogni giorno da decine, centinaia di persone. Alcune vanno di fretta, altre passeggiano, altre ancora si soffermano al chiosco delle bibite.

Talvolta mi affaccio alla finestra e mi perdo nel via vai.

Con chi sta litigando al cellulare il signore incravattato, la chiavi penzolanti dalla tasca della giacca, che corre concitato verso la sua auto decappottabile?

Cosa sognano i due adolescenti, appoggiati al muretto del liceo, le braccia tatuate di lui avvinghiate intorno all’esile figura di lei?

Una mamma gravida ride con il suo piccolo che sta giocando con una babbuccia arancione nel passeggino.

Un uomo con gli abiti laceri cerca sollievo, sdraiandosi su una delle panchine.

Mi sembra lo stesso del giorno prima, eppure so che non lo è. La sofferenza priva d’identità anche i volti più belli.

Ognuna di queste persone è un mondo. Una storia unica e irripetibile.

Quando vado al ristorante, sbircio sempre nel tavolo accanto, facendo arrabbiare mio marito, che mi dice di farmi i fatti miei. Ma non è curiosità. O, forse sì, un po’ lo è. Quando incontro qualcuno vorrei conoscere il suo “perché”.  Confrontarlo con il mio. Per dare “dimensione” all’esistenza.

Così diversa per tutti. Qualche volta fortunata. Ma più spesso iniqua.

Ecco perché mi piace raccontare. Immaginare situazioni diverse. Insinuarmi nei panni di qualcun altro. Esplorare nei suoi sentimenti. Volare verso altri orizzonti.

Scrivere è un meraviglioso itinerario che si percorre con il pensiero, attraverso l’invenzione di storie e personaggi, ideati dalla fantasia per dar vita a un mondo nuovo, un mondo che prima non c’era. Un mondo che condivideremo con i nostri lettori.

Scrivere fa bene a se stessi, perché proietta su uno schermo il proprio mondo, mediato da creazioni della nostra mente. Ma lo restituisce anche agli altri.

Alessandro Manzoni attribuiva allo storico la missione dell’accertamento dei fatti, ma toccava allo scrittore – e soltanto allo scrittore – l’arduo compito di capire come quei fatti erano stati vissuti dalle persone. Ed è questa un’altra importante funzione della scrittura.

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