ll blocco della pagina bianca

Marcus Goldman, giovane scrittore di successo attraversa un periodo di crisi perché non ha più idee – il vuoto assoluto – rischiando di finire sul lastrico senza più un lavoro, né denaro per mantenersi. Per uscire dall’impasse si mette in contatto con un suo vecchio professore e maestro di vita, l’altrettanto famoso autore Harry Quebert che lo invita nella sua casa nel New Hampshire per ritrovare la concentrazione. Ma qualcosa d’imprevisto sconvolgerà la vita d’entrambi. Comincia così il best seller La verità sul caso Harry Quebert, facendo emergere una delle “minacce”  che incombono sull’attività della scrittura.

Il cosiddetto blocco della pagina bianca è una delle sindromi più comuni della letteratura. Colpisce il neofita come lo scrittore più affermato.

Quante volte ci siamo trovati a dover buttar giù qualcosa  le dita appoggiate sulla tastiera già sul punto di lanciarsi in incredibili avventure – e non ci veniva più in mente niente. Eppure la notte di qualche giorno prima, mentre stavamo lavandoci i denti, una lampadina sembrava essersi accesa nella nostra mente. Non era ancora una trama definita, ma sicuramente una prima idea. E poi ecco che, sbirciando attraverso il finestrino del treno che ci riportava a casa da un’estenuante riunione di lavoro, i nostri personaggi avevano cominciato a litigare per la “parte” e la storia aveva preso contorni più definiti nella nostra immaginazione.

Perché allora, quando ci siamo seduti alla scrivania, il quaderno degli appunti aperto davanti a noi, l’ispirazione si è dileguata nel nulla?

Ci molto modi per affrontare il blocco della pagina bianca. Ci sono esercizi e trucchi per aiutarci a sbloccare i forzieri che tengono imprigionata la nostra creatività e ognuno deve trovare il suo.

Però è importante fare una considerazione preliminare. La scrittura ha delle caratteristiche peculiari rispetto ad altre attività professionali. Scrivere ha a che vedere con l’identità, mette in moto ansie da prestazione. Verba volant, scripta manent. In altre parole mettendo nero su bianco ciò che la nostra mente elabora, anche se questo avviene in forma di racconto, ci mettiamo più a nudo che in altre attività. Questo ci fa temere il giudizio degli altri.  E il nostro.

Ed è  qui che scattano le inibizioni. Da qui bisogna partire per rimuoverle. Dove si annidano i nostri fantasmi?

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